Molti nostri clienti vengono da noi con un’idea di business online ma spesso non sanno bene come realizzarla e da dove partire. Abbiamo quindi deciso di scrivere questo articolo come un vademecum da seguire per chi volesse intraprendere la carriera di imprenditore digitale.

A differenza del business tradizionale, il business online presenta differenze sostanziali che spesso vengono ignorate dagli aspiranti imprenditori; dalla scelta del nome alla realizzazione del logo. Dal modello di business alla redditività.

L'idea. L'ha già avuta qualcun altro?

Sembra banale dirlo ma la ricerca di eventuali altre realtà che abbiano realizzato la nostra idea è probabilmente la prima cosa da fare quando si vuole iniziare una carriera da imprenditore digitale.

Perdere qualche ora su Google per andare a cercare altre realtà che possano aver realizzato anche solo in parte la nostra idea è fondamentale per capire se dovrò scontrarmi con altri competitor, se si, a che livello sono e prendere spunto.

Le possibilità a questo punto sono 2. Non esiste nessuno che abbia realizzato la mia idea oppure c’è già qualcuno. Nel primo caso in cui non esistano competitor abbiamo altre 2 nuove possibilità:

  1. Ho avuto un’idea rivoluzionaria e sono il primo e unico sul mercato
  2. L’idea in realtà non è così rivoluzionaria, anzi in realtà non esiste perchè è un servizio che nessuno vuole.

E’ chiaro che nell’eccitazione iniziale non è concepibile che la nostra idea non possa essere geniale ma capita a volte che quello che pensiamo noi in realtà non è quello che pensano i nostri ipotetici clienti.

A questo punto, per escludere il punto 2, bisogna andare a chiedere ai nostri ipotetici clienti se un servizio del genere potrebbe interessargli o meno, e se si, come svilupparlo.

Spesso la paura che qualcuno rubi l’idea porta le persone a saltare l’indagine di mercato rischiando così clamorose perdite di tempo e soldi.

Nel caso in cui dalla ricerca emergano altre realtà che l’hanno già realizzata può non essere un male. Perchè è un’indicatore che la propria idea è buona e se ci sono competitor c’è mercato.

A questo punto, se si vuole proseguire, occorre fare un’analisi approfondita della concorrenza. Creare un elenco con i punti di forza e debolezza delle varie realtà e capire come poter entrare in competizione con loro.

Spesso la paura che qualcuno rubi l’idea porta le persone a saltare l’indagine di mercato rischiando così clamorose perdite di tempo e soldi.

Capire che tecnologie utilizzano, quali canali sfruttano e la loro strategia di marketing. Non essere il primo ti dona il grandissimo vantaggio di poter prender spunto dai competitor e sfruttare i loro errori.

Il modello di business. Come faccio soldi?

Wow! Ho l’idea del secolo! Farò una montagna di soldi! Ma come?

Alla base di un progetto imprenditoriale, digitale o non che sia, la base sta tutta nella redditività dell’impresa:

RICAVI – COSTI = REDDITIVITA’ (GUADAGNO)

Se si vuole realizzare un e-commerce è facile definire il modello di business che genererà redditività. Nel caso si vendano servizi il discorso è diverso.

I modelli di business per la vendita di servizi possono essere a consumo o abbonamento:

Netflix – abbonamento

Pubblicità AdWords – a consumo

Queste 2 macro categorie possono a loro volta avere innumerevoli declinazioni a seconda del servizio offerto ma la domanda principale è: quanto faccio pagare il mio servizio?

Nel caso in cui esistano competitor la risposta è abbastanza semplice: adattati agli altri e correggi il tiro.

Nel caso in cui non esistano competitor allora è più complesso. In questo caso occorre tornare al punto iniziale in cui consigliavamo di intervistare i potenziali clienti. Quanto sono disposti a spendere per un servizio simile?

Partire con un prezzo troppo alto scoraggerebbe i nuovi clienti, tenerlo troppo basso sminuirebbe il servizio offerto oltre che non portare redditività all’impresa rischiando di farla morire sul nascere.

Trovare una risposta giusta è difficile ma fondamentale per la buona riuscita del progetto.

 

Il sogno di ogni aspirante imprenditore digitale

Come mi chiamo? La scelta del nome

A questo punto sappiamo com’è il mercato, sappiamo come fare montagne di soldi ma come ci chiamiamo?

L’errore principale che si fa quando si sceglie il nome per la propria attività digitale è quello di pensare che qualsiasi nome vada bene. NO! A differenza di un’impresa tradizionale nel web si parte dal dominio!

No dominio libero. No party!

Se non esiste il dominio libero per il nome che avete scelto allora state sbagliando nome.

Per capire se un dominio è libero potete andare su un qualsiasi sito che vende domini come OVH e verificare in autonomia la disponibilità. Se operate solo nel mercato italiano può bastarvi il .it ma se avete intenzione di espandervi anche all’estero è fondamentale che sia libero anche il .com

Acquistare il dominio è la base di partenza per la vostra attività digitale. Senza il dominio non avete un nome.

Le 3 regole fondamentali per la scelta di un nome sono:

  1. Essere breve
  2. Essere comprensibile (non fraintendibile)
  3. Essere semplice da scrivere

Qua potete sbizzarrirvi, la fantasia è il vostro limite. Se pensate che il nome deve per forza rimandare al vostro business vi ricordo Amazon, Flickr, Twitter e Google. Alcune delle più importanti realtà del web con nomi che poco hanno a che vedere con quello che vendono.

Sapete come è nato il nome Amazon? Jeff voleva che il nome della sua attività iniziasse con “A” per comparire ai primi posti negli elenchi e trasmettesse un senso di imponenza… Come il fiume rio delle Amazzoni.

Il logo. Come mi presento?

La prima impressione è quella che conta e per un’impresa il logo dice molto su cosa sia e quali messaggi trasmetta l’azienda.

LESS IS MORE

Minimale e immediato sono le parole chiave che devono essere alla base dello studio di un logo efficace. Niente fronzoli, niente disegni complessi.

Dietro allo studio di un logo c’è tanta psicoanalisi, dal colore al lettering (il font utilizzato), dal motto alla composizione. Esistono trattati su questo argomento, il nostro consiglio è quello di affidarsi a professionisti esperti e non fare da se.

Dare un’immagine negativa di se solo dal logo è un errore molto più frequente di quel che si pensi, soprattutto in una società così influenzata dall’apparenza come quella moderna.

La linea curva arancione posta sotto il nome Amazon. Da una parte è considerata come un sorriso, dall’altra simboleggia la disponibilità di articoli che vanno dalla A alla Z.

Come pubblicizzo la mia attività sul web?

Ho il nome, ho il sito, ho il logo ma nessuno sa che esisto. Come faccio a farmi conoscere nella giungla del web e dei social?

L’errore principale di un neonato imprenditore digitale è quello di sperperare investimenti in pubblicità su canali sbagliati. Che Instagram sia un social importante e in grande espansione è indubbio ma il mio business è adatto a quel social?

La domanda da cui occorre iniziare per fare pubblicità, che sia su canali digitali o non, è: chi sono i miei clienti tipo?

Targetizzare la propria clientela è indispensabile per evitare di bruciare soldi in pubblicità inutile.

A chi mi rivolgo? Quanti anni hanno? Che interessi hanno? Da quali fonti arriva la maggioranza del traffico del mio sito?

A seconda del business e dell’età ci sono piattaforme e social più indicati di altri per avere un ROAS più elevato.

ROAS: Return On Advertising Spend (Ritorno sulla spesa pubblicitaria)

ROAS % = Entrate dalle campagne/Spese pubblicitarie x 100

 

Altro errore comune è pensare che:

 + VISITE = + CLIENTI

NO!!! Niente di più sbagliato! Vi ho sconvolto vero? Ora vi spiego il perchè di questa affermazione così forte.

Immaginiamo di essere un’azienda che vende pavimenti in legno. Per avere più clienti investiamo 1.000 € su Google AdWords sulla parola chiave “pavimenti legno”.

Il sito riceve 1.000 visite in più rispetto al normale e solo 10 clienti mi contattano per un preventivo.

1.000 € / 10 = 100€ per contatto

E’ un buon risultato? No. Perchè? Perchè ho sparato nel mucchio senza aver prima studiato le parole chiave adatte al mio business.

Utilizzando strumenti gratuiti come Google Trends o Neilpatel (Semrush se volete qualcosa di più completo ma a pagamento) potete fare preziosissime analisi per evitare errori come quello proposto.

L’errore è quello di non aver capito che la maggioranza delle persone che cerca su Google la parola chiave “pavimenti legno” cerca in realtà pavimenti in ceramica effetto legno e non pavimenti in legno.

Questo clamoroso errore ha portato sul nostro sito utenti che in realtà erano interessati ad un altro prodotto, gonfiando le statistiche dei visitatori ma non portando alcun beneficio al nostro business.

Se avessimo fatto una buona analisi prima e avessimo investito 1.000€ su “pavimenti IN legno” invece che su “pavimenti legno” avremo avuto meno visite (es. 100) ma di cui 90 realmente interessati al nostro prodotto con un conseguente ROAS elevato!

Come faccio ad apparire per primo nelle ricerche di Google? Il SEO.

Il titolo di questo paragrafo è una classica domanda che ci viene posta dai nostri clienti. La risposta è semplice e complessa nello stesso tempo. Occorre fare un buon SEO .

Per la definizione e la spiegazione di cosa sia il SEO vi rimando a leggere l’articolo dedicato che abbiamo scritto qualche tempo fa che spiega nel dettaglio il significato di questo magico acronimo.

In questo articolo ci soffermiamo su una semplice lista di buone prassi da seguire per avere buone probabilità di raggiungere l’agognata vetta dei primi risultati di Google.

  • Qualità dei contenuti. Sul vostro sito scrivete articoli ben fatti, senza copiare i contenuti da altri siti e di facile lettura
  • Se gestite in prima persona il sito utilizzate i TAG, le descrizioni e i nomi stessi delle immagini in modo utile al sito.
  • Il sito deve essere facilmente consultabile da dispositivi mobile (mobile-first) perchè la maggior parte delle visite arriveranno da li.
  • Il sito deve essere veloce, quindi non risparmiate sull’hosting perchè qualche € in meno su un hosting performante vi costa un punteggio negativo sul SEO oltre che rischiare che gli utenti si stanchino e abbandonino il sito per la lentezza.
Tavola periodica SEO compressa

Conclusioni

Questo articolo non vuole essere una guida esaustiva sull’imprenditoria digitale ma un elenco di utili consigli per iniziare a ragionare sui primi passi. La foga, l’ambizione e la poca conoscenza delle dinamiche web possono facilmente far commettere errori che compromettono sul nascere la neonata attività imprenditoriale.

Noi di Digitalion siamo si tecnici in grado di realizzare la vostra idea, ma per prima cosa siamo esperti dell’imprenditoria digitale. Vi prendiamo per mano e vi accompagneremo nella vostra impresa consigliandovi e spiegandovi i pro e i contro di ogni scelta in questa giungla chiamata internet.

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